Trump: Perché non lo prendete sul serio?

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Trump è senza alcun dubbio un personaggio “virale”, ha uno stile riconoscibile e che si presta molto, ma molto bene, alla caricatura e alla parodia. A nessun italiano è sfuggita una certa somiglianza con arcinoto un presidente-personaggio del bel paese.

Si presta ad essere preso in giro per il suo aspetto, per il suo modo di parlare, di muoversi, e ovviamente per l’enormità delle cose che dice. Si diceva di Berlusconi che avesse dato (o tolto) il lavoro a tutti i comici d’Italia. Trump, allo stesso modo, ha dato lavoro a tutti i comici del mondo. Sin dal primo giorno del suo insediamento alla Casa Bianca spuntano infatti meme, remix, video e fotomontaggi a valanga, per non parlare dei monologhi su Trump di comici più o meno famosi della televisione americana e mondiale. Esiste un Trump indiano, giapponese, canzoni parodiate, veramente di tutto. E si tratta spesso di trovate divertenti, alcune addirittura geniali. Trump insomma fa ridere, non c’è dubbio. Prendiamo ad esempio alcuni video che già all’inizio della sua presidenza avevano iniziato a circolare sulle televisioni dei paesi europei.

Il primo è stato il programma satirico olandese, Zondag met Lubach, che ha realizzato un video ironico per presentare il Paese europeo al neo presidente degli Stati Uniti, facendo la parodia del suo modo di parlare. “Abbiamo il miglior sistema di evasione delle tasse che Dio abbia mai creato e abbiamo una grandissima dipendenza dagli Stati Uniti, perciò se l’America viene per prima, i Paesi Bassi possono essere secondi?”, sono solo alcune frecciate che il video, tra il serio e il faceto, lancia all’indirizzo di Trump e del proprio sistema paese.

L’altro video, forse ancora più divertente, è svizzero.

“Siamo un paese molto sexy, abbiamo le donne più belle e le trattiamo male”, recita tra i tanti esempi satirici il video. “Non le abbiamo fatte votare fino al 1971…”. “odiamo l’Unione Europea”, “non ci sono messicani”, “anche noi amiamo i russi, abbiamo fatto una città solo per loro, Saint Moritz”. “il KKK si è ispirato alla nostra bandiera”, e poi l’oro degli ebrei “stranamente” mai tornati a riprenderlo dopo la II Guerra Mondiale…

“Capiamo perfettamente perchè d’ora in avanti l’America sarà sempre prima’, chiude il video, “Possiamo solo dire Svizzera seconda?”

 

Eppure, se le affermazioni di Trump di prestano al dileggio, fanno ridere ben poco quando si trasformano in linee guida di una politica estera e interna, economica e politica, senza precedenti in Occidente, e ancora più stupefacenti per un paese come gli USA. Possiamo ridere in faccia a un ubriacone al bar che dice che ci vorrebbe un muro, non di un presidente in possesso dei codici nucleari della prima potenza militare mondiale e che, in tempo di pace (almeno ufficialmente), prende la decisione di bloccare l’accesso a delle persone in base alla loro nazionalità e religione.

Se il paragone Berlusconi-Trump regge – e per molti aspetti sembra reggere; le differenze sono dovute innanzi tutto al fatto che Trump sia irriducibilmente un bianco americano repubblicano – allora possiamo farci una domanda, molto semplice: Perché non lo prendete sul serio?.

Se lo chiedeva un comico nostrano, Corrado Guzzanti, con un tono, anche lui, tra il serio e il faceto.

Molti ricorderanno. Parafrasando:

“c’è gente che si ammazza di lavoro anche 20 ore al giorno per distruggere questo mondo!”. Che deve fare il povero Donald J. Trump per essere preso sul serio? Cappellone texano e pistolettate in aria?

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