“Non mi parlate di Internet perché sono assolutamente contrario”. Tutto sommato, conveniamo

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Ero pronto a scatenare tutta la mia opinabile indignazione contro il procuratore capo della Repubblica di Vasto Giampiero Di Florio che, in seguito alla quantomeno terribile vicenda accaduta nella cittadina abruzzese (sulla quale non ci soffermeremo oltre: questo un link per sapere quanto accaduto qualora non abbiate aperto un giornale tra ieri ed oggi), ha affermato: “Non mi parlate di Internet perché sono assolutamente contrario a tutte queste forme di comunicazione. Vedo una gioventù malsana che non parla più e si affida a questi commenti spregiudicati. Sono forme di violenze anche quelle. Sono veramente stufo di queste comunicazioni in rete dove cova l’odio”.

Ero pronto ad indignarmi perché, per quanto sui giovani d’oggi anch’io ci scatarri su, non è bello – specialmente quando si ricopre un ruolo di rilevanza pubblica – parlare in questi termini dei giovani né dei mezzi di comunicazione che rappresentano lo spirito del tempo (lo possono fare solo quelli come me, che ruoli di responsabilità non ne ricoprono e che quindi possono chiedere di chiudere l’internet.

Poi, per caso, mi sono imbattuto in un gruppo su Facebook, dove si commentava l’accaduto.

E così, tra un “hai fatto benissimo” e un “grande uomo”, ho letto di filosofi dell’amore e della giustizia fai da te (“Ha fatto un gesto di giustizia . Lo stato ormai è merda , nessuno difende nessuno . Bisogna amarci e farci giustizia”), populismi in CAPS LOCK (“LEI MORTA E LUI LIBERO AL BAR….SE CI FOSSE LA GIUSTIZIA PENSO CHE NON L’AVREBBE MAI FATTO”), gente un po’ sadica (“Xr me a fatto bene nn si può uccidere una persona e nn essere arrestato Era Libero di divertirsi”), gente che la sa lunga (“I veri assassini sono i giudici perchè c’ è una legge anti crimine stradale e il giovane sarebbe dovuto stare in galera. Il giudice ha detto che non era nè ubriaco e nè drogato ed era incensurato e se non aveva visto il rosso si doveva essere cauti. Chi non vede il rosso non può guidare e, incensurato o meno, drogato o no, la pena si sconta per il reato commesso e basta. In Italia c’è la moda di chiedere scusa e così via. Ma si sa la giustizia è molto ondivaga !”) e gente che se la prende con i politici ché la colpa alla fine è loro (” Visto che non ci pensa la legge se lo avessero tenuto in galera per 20 tutto questo non sarebbe successo i ns.politici hanno sulla coscienza anche questo scempio io vorrei sapere se la notte dormono o li rimorde la coscienza”) ed ho ripensato alla mia opinabile indignazione.

E ribadisco: chiudete l’Internet.

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