Calciomercanti – Global Transfer market report 2017

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CALCIOMERCANTI

La Cina e il titolo che tira: il Global transfer market report 2017

Di Rocco Di Vincenzo 

Torniamo sulla Cina e il calcio, per l’ultima volta (?), in occasione della pubblicazione del report della Fifa dedicato ai flussi economici legati al calciomercato nel 2016. La Cina rappresenta un’anomalia. O no?

Da quando i cinesi sono entrati nel calcio, l’interesse è tutto su di loro. Anche il mio, in un certo senso, se è vero che il secondo articolo (su due) di Calciomercanti ho deciso dedicarlo a loro.

(Mi riprometto – e vi prometto – che sarà anche l’ultimo e che la prossima volta che mi dedicherò ad analizzare il rapporto tra i cinesi e il calcio lo farò in maniera più estesa e sistematica).

Se nella puntata precedente di Calciomercanti mi sono trovato a parlare dei cinesi ignoti che vorrebbero acquistare il Milan (Paolo Berlusconi ha tranquillizzato i tifosi ribadendo che il closing ci sarà. Intanto i rossoneri hanno fatto un mercato pressoché a budget zero, con un prestito oneroso secco e il giro di un prestito), questa volta il pretesto mi viene dato dalla pubblicazione del ‘Global transfer market report 2017’, dossier prodotto da un ramo della Fifa e citato da un articolo de ‘La Stampa’ di venerdì 27 gennaio.

Nell’articolo in questione, scritto da Massimiliano Nerozzi e intitolato “Il boom della Cina spinge il pallone.Ma i nuovi ricchi sono i procuratori”, il focus è incentrato – a discapito del titolo, che sembrerebbe dar maggior attenzione alla Cina – sulle grosse quantità di denaro incassate dagli intermediari attraverso commissioni varie.

Quantità di denaro effettivamente impressionanti, che sono andate aumentando drasticamente dal 2013 ad oggi: se nel 2013, infatti, le commissioni pagate dai club agli intermediari nell’ambito dei trasferimenti internazionali ammontavano ad un totale di 218.4 milioni di dollari, nel 2016 la cifra è arrivata a 369 milioni di euro.

E, in tal senso, possiamo essere orgogliosi: l’Italia è la seconda nazione al mondo per commissioni pagate (109 milioni), subito dopo l’Inghilterra (122 milionI) ma ben prima della Germania (32 milioni).

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