Della depenalizzazione della violenza domestica in Russia e dei moti di sdegno

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E’ una notizia che ha causato l’indignazione dei media occidentali ed è una notizia di cui abbiamo parlato tra i primi in Italia): parliamo della depenalizzazione della violenza domestica in terra russa, giunta attraverso un emendamento proposto dall’entourage putiniano.

Un cambiamento legislativo che a primo acchito non può che portarci ad avere un moto di sdegno per quello che rappresenterebbe un passo indietro nella lotta alla violenza di genere (e alla violenza contro i più deboli, in linea assoluta).

Ma proprio perché avere un moto di sdegno sarebbe troppo facile, cerchiamo di approfondire ulteriormente il tema e, per farlo, ci affidiamo ad altre fonti, sicuramente altrettanto parziali (ogni media occidentale tende ad essere parziale specialmente quando si parla di Russia) ma decisamente più vicine – quantomeno geograficamente – al nocciolo della questione.

Le fonti di cui vi parliamo – e che vi proponiamo in coda – evidenziano come questa depenalizzazione sia giunta per rimettere sullo stesso piano le violenze in ambiente casalingo e le violenze perpetrate da estranei e come non si tratti di una depenalizzazione in toto, ma piuttosto della violenza una tantum (anche una tantum, le violenze sono comunque condannabili. Ma non siamo qui per far moralismo da due cents).

Per approfondire la questione, vi offriamo due link: uno ad un blog smaccatamente progressista (Putin sembra riscuotere simpatie trasversali) e al sito ‘RT’, sito russo in lingua inglese, spesso vicino a posizioni filogovernative (ma mai troppo parziale).

Ma davvero la Russia di Putin ha deciso di legalizzare la violenza domestica? (il link è stato rimosso)
State Duma passes controversial bill easing punishment for first-time domestic violence

E, come sempre, vi suggeriamo di farvi un’idea da voi.

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