Trump cancella lo spagnolo dal sito della Presidenza: la reazione di Madrid

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Non appena Donald Trump si è seduto sul trono presidenziale, vi sono stati alcuni cambiamenti molto significativi sul sito internet della Casa Bianca: non si parla più di diritti delle donne e degli omosessuali, non c’è più alcuna traccia di politiche ambientali. Con loro, da questo week-end, sparisce dal sito anche la lingua spagnola, la lingua degli odiatissimi immigrati messicani, e ormai la lingua più parlata negli Stati del Sud alla faccia dell’inglese. Il sito spagnolo della presidenza degli Stati Uniti esisteva dal 2009 e fu creato dall’amministrazione Obama.

Sono cambiamenti molto significativi perché ci fanno capire immediatamente a che punto Trump, di certi argomenti, non vuole nemmeno sentirne parlare, e la cosa lo avvicina alla politica di Putin in modo decisamente preoccupante. La questione della lingua, poi, fa quasi paura: il risultato sarebbe di escludere intere masse di popolazione americana dal dibattito politico.

Senza contare che la rappresentanza di una lingua ha sempre un significato politico. La Spagna infatti mette da anni l’accento sulla promozione del Castigliano negli USA, soprattutto attraverso l’Istituto Cervantes (l’Analogo della nostra Dante Alighieri), che dispone già di cinque delegazioni in nord America e dovrebbe aprirne altre due molto presto.

Così, l’opposizione socialista iberica ha chiesto lunedì al governo conservatore di Mariano Rajoy di avvicinarsi ai paesi dell’America Latina per intraprendere una azione diplomatica congiunta presso l’amministrazione Trump.

Immagine: Markettolatinos.com

Infatti il ministro spagnolo degli Affari esteri, Alfonso Dastis, durante una conferenza stampa a Barcellona, in conclusione a un forum con i paesi mediterranei, ha dichiarato: “Ci rammarichiamo che la versione spagnola di questo sito internet sia stata soppressa, non ci sembra affatto una buona idea“.

La Casa Bianca non ha ancora dato chiarimenti sulla decisione; ci si chiedeva, fino a lunedì, se sarebbe apparse una nuova versione in Spagnolo; ma niente. La squadra scelta da Trump per il suo ufficio non conta per il momento nessun ispanico, per la prima volta in 30 anni. Il 29% degli ispanici americani aveva votato per Trump, e il 65% per Hillary Clinton

“Tenendo conto del fatto che nel paese ci sono 52milioni di persone che parlano […] lo spagnolo, non è una buona idea quella di rinunciare a un tale strumento di comunicazione“, ha aggiunto Alfonso Dastis.

Ad essere precisi, gli USA contano ben 56,6 milioni di abitanti di origine ispanica, ovvero il 17,6% della popolazione: la prima minoranza etnica del paese, secondo il Bureau del censimento americano, secondo il quale circa 40 milioni di questi, parlano lo spagnolo in famiglia.

Secondo uno studio del 2015 dell’Istituto Cervantes, gli Stati Uniti sono già il secondo paese al mondo con la più importante presenza di ispanofoni dopo il Messico. Ma, come è noto, durante la sua campagna elettorale Trump aveva promesso di combattere fermamente l’immigrazione clandestina latino-americana. Arrivò al punto di criticare duramente il suo rivale alle primarie repubblicane, Jeb Bush, per il fatto di parlare spagnolo.

«Non è una buona notizia », ha dichiarato il ministro dell’istruzione e portaparola del governo di Madrid, Inigo Méndez de Vigo; “La conoscenza di differenti lingue in una società […] dimostra la ricchezza culturale di una nazione”.

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