Nasce Galileo, il sistema satellitare UE: 3 volte più preciso del GPS

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Anche l’Europa, dopo anni di ritardo, ha il suo sistema di localizzazione satellitare: Galileo.

Mentre la Russia conta sul suo sistema Glonass, la Cina su BeiDou, l’India su IRNSS e l’Etiopia annuncia il suo progetto di inviare i suoi satelliti nello spazio entro il 2020, e nonostante gli americani, rappresentati da Paul Wolfowitz, allora segretario aggiunto alla difesa degli USA, che nel 2001 hanno inviato una lettera ai ministri europei per convincerli a rinunciare al progetto Galileo per affidarsi al GPS, e infine, malgrado il sostegno altalenante del Regno Unito, l’europa mostra di non voler restare per sempre indietro nel campo delle tecnologie dell’informazione.

Il servizio di localizzazione europeo, il cui progetto è nato nel 1999, è finalmente entrato in servizio questo dicembre, dopo un percorso pieno di ostacoli. Fu necessario innanzi tutto mettere d’accordo tutti i paesi dell’Unione Europea (impresa non da poco). In seguito, dei 14 satelliti oggi operativi, due sono stati piazzati per errore in un’orbita sbagliata, e uno si è danneggiato in un incidente. Ma malgrado le difficoltà, si prevede che i satelliti artificiali di Galileo saranno una trentina entro il 2020.

Ma il sistema europeo, costato più di 10 miliardi di euro e per il momento operativo sugli smartphone della marca spagnola Aquaris, permetterà di avere risultati fino a 3 volte più precisi del GPS americano, secondo la rivista NATure. Potrà mandare messaggi a persone in potenziale pericolo, di osservare il mare aperto e di misurare la pressione atmosferica, uno strumento indispensabile per le previsioni del tempo.

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