Il Mitologo – Alla ricerca della semplicità perduta

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L’Opinabile – Rivista di critica in formazione

Riflessione sul linguaggio dei social network, partendo da un fenomeno virale specifico: il video di “Tutto molto interessante ” di Fabio Rovazzi.

Nel mondo contemporaneo siamo sovrastati da un flusso di informazioni continuo, al limite dell’assordante, che a volte potrebbe spingere il critico all’afasia, all’impossibilità di riconoscere qualche appiglio interpretativo. Lo stesso paradigma della complessità [1] sembra voler fare a meno della teoria, poiché sancisce l’impossibilità della formulazione di uno schema capace di analizzare in maniera precisa il tema trattato. Eppure, tale consapevolezza non ha come obiettivo di bloccare il critico, ma di spronarlo a pensare nonostante le numerose difficoltà.

Il tema che vi vorrei sottoporre in questo mio articolo è quello del linguaggio del mondo giovanile sul web. Essendo il tema vastissimo ho, per l’appunto, aperto il mio discorso toccando la problematica della complessità. Ma che cosa indica questa parola? In breve, il fatto che ogni dato analizzato è in realtà un processo che nasce dall’interazione di più elementi, anche appartenenti a campi tra di loro molti distanti. Questa interazione fa emergere una sovrastruttura che risulta essere di più rispetto alla somma dei singoli componenti: da ciò l’impossibilità di una teoria deterministica, soprattutto quando si parla di questioni legate al mondo della cultura, da sempre frutto ‘emergente’ dall’interazione di numerosi fattori.

Per forza di cose, mi concentrerò su di un caso particolare, capace però – almeno questa è la speranza – di apportare qualche primo chiarimento sul mondo comunicativo dei social network: vi parlerò del video di Fabio Rovazzi, giovane youtuber di straordinario successo, Tutto molto interessante. La scelta del suo secondo video e non del primo, che lo ha gettato nel turbinio della fama in maniera del tutto inaspettata, non è casuale: infatti, è il tentativo di scandagliare un fenomeno che sembra che si stia consolidando, che stia dimostrando di essere un po’ di più rispetto a quei successi occasionali che spesso imperversano per una stagione, per poi ritornare nell’anonimato.

Già dal titolo del brano si comprende la scelta principale che sta alla base del lavoro di Rovazzi: riprendere espressioni codificate all’interno del linguaggio dei social network per elevarle a oggetto di una melodia piacevole e di facile comprensione. L’espressione “è tutto molto interessante”, insieme al motto del ritornello “ti mostro il c***o che me ne frega”, appartengono a quel considerevole numero di frasi fatte che nascono sul web e che poi divengono virali, rendendo, a volte, difficile risalirne all’origine. A stupire non è tanto la capacità inventiva di queste espressioni – che anzi fanno uso di parole appartenenti a un registro medio-basso -, ma il fatto che diventino strutture adamantine, in cui le parole si ripetono sempre nello stesso ordine. Queste espressioni possono essere considerate dei meme linguistici: cioè particelle culturali, simili ai geni, che si propagano attraverso uno schema molto simile alla selezione darwiniana [2].

[…] Continua a leggere l’articolo gratuitamente sul numero di Gennaio 2017

DI GERARDO IANDOLI

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